"IL GIUDICE RIGETTA IL RICORSO DELLA DIPENDENTE IKEA MARICA RICUTTI"

 

 




 

Ancora una volta la giustizia borghese non considera i fattori umani dell'esistenza, ma mette al centro del proprio ragionare solo il profitto. Per il giudice Silvia Ravazzoni il ricorso della ex dipendente dell'Ikea Marica Ricutti va rigettato, e di conseguenza l'Ikea avrebbe avuto ragione nel licenziare la sua dipendente. Secondo il giudice il licenziamento è avvenuto a causa della "gravità dei fatti, tali da ledere il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore", giustificando così l'atto di licenziamento.  L'Ikea, da parte sua, ha portato prove di aver concesso i permessi ex Legge 104 per assistere i genitori e poi il figlio disabile, ma, secondo il giudice, la dipendente avrebbe applicato per sé orari a suo piacimento, senza i preavvisi necessari. Per il giudice quindi il licenziamento sarebbe ampiamente giustificato. La vertenza era iniziata qualche mese fa a fronte di un brusco licenziamento dell'Ikea, contro cui erano scesi in campo sindacati e molti colleghi di lavoro della stessa licenziata. Marica Ricutti, separata, madre di due figli, di cui uno invalido al 100%, era stata costretta dall'azienda Ikea a subire turni insostenibili per la sua situazione e ciò l'aveva costretta a quei ritardi e a quei svarioni sull'orario che hanno determinato il suo ingiusto licenziamento, grazie anche alla eliminazione di quell'articolo 18, tanto voluto da Renzi e soci che hanno portato le aziende e i capitalisti ad agire senza scrupoli contro i lavoratori, solo per il profitto.

 

Ceccoli Silvano

 

Circolo Culturale Proletario di Genova

Aprile 2018